IL PUNCETTO

 

 

Il Puncet è un pizzo costruito con grande pazienza con ago e filo. Con filo ben ritorto viene formata una trina esclusivamente fatta da nodo su nodo, con giri di andata e ritorno solo sul diritto del lavoro, in modo da formare, con un gioco di vuoti e pieni, un pizzo a motivi geometrici. Questi preziosi lavori, vennero dapprima eseguiti dalle rozze mani delle contadine, mani sovente rattrappite da ben ardue fatiche, e alla sera al lume della candela e della Lum (lampada tradizionale valsesiana), durante le lunghe giornate invernali, nei mesi estivi mentre portavano al pascolo le loro bestie. Queste donne hanno saputo creare dei lavori veramente meravigliosi, dapprima nelle valli di Alagna, poi nei villaggi di Fobello e quindi per tutta la Valsesia. Un particolare modo di arricchire le camicie di Puncetto divenne simbolo distintivo per indicarne il paese: più un paese è dell'alta valle e maggiormente la camicia è ricca di Puncetto, in special modo al bordo del collo (alto, per l'alta valle; una striscia in bassa valle).

Il Puncetto è una gloriosa tradizione trasmessaci dagli antichi abitanti valsesiani, ma per la natura della sua trama, venne pure chiamato "Saraceno"; sembra infatti che la tecnica della lavorazione fosse stata importata in Valsesia dai Saraceni che, si dice, invasero la valle agli inizi del X° secolo. Però non è per nulla storicamente accertata la presenza dei saraceni in valle, quindi è un merletto tutto valsesiano , ornamento secolare dei costumi. Ve ne sono di svariate preparazioni: bianchi, avorio, colorati specialmente nelle valli di Fobello, Cravagliana e Sabbia ; tramezzi, cioè pizzi da inserire nel tessuto; angoli, stelline, puntine, ecc...... Oltre ad essere naturale ed esclusiva componente del costume valsesiano, venne inserito anche come decorazione nella biancheria, tovaglie, lenzuola e arredi di chiesa e d'altare.

 

 

Nei cassoni delle sposa valsesiana era custodita una dote preziosa quanto quella di una principessa; infatti il puncetto era marchio di raffinata qualità del corredo. Il Puncetto ha il suo momento di fulgore quando la regina Margherita di Savoia, nel corso dei suoi soggiorni in Valsesia, ebbe modo di apprezzarlo, e per l'intervento della nobildonna marchesa D'Adda fu introdotto anche a corte e tutte le donne dell'alta società facevano a gara per adornarsene. Nel 1898 il Puncetto venne portato alla prima esposizione a Torino, e per la Valsesia fu un altro punto di celebrità. Ora gode meritata fama a Roma, a Firenze e anche all'estero, con pienissima soddisfazione dei competenti. Il puncetto è un patrimonio a cui possono attingere le giovani e meno giovani. Infatti oltre alle scuole di Rossa e Fobello, grazie all'interessamento della Comunità Montana, dell'A.P.T. e della Regione, vi sono frequenti corsi per imparare la tecnica antica con ottimi risultati.

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