La storia del turismo inizia verso il 1400 quando i navigatori cinesi raggiungono l'Africa dell'est e quelli portoghesi scendono lungo le sue coste da ovest. Il turismo di quei tempi non era alimentato solo dalla sete d'oro o di altre pietre preziose o dal traffico di seta e di altre merci rare; uno dei motivi per cui così tanta gente decise di viaggiare fu semplicemente la curiosità e il piacere, al ritorno, di potersi vantare con gli amici del fatto di essere andato in un posto diverso e di portare dei souvenirs; come l'ammiraglio Zen He che al ritorno dal suo viaggio in Africa portò come souvenir una giraffa. Nel 1492 esce la carta universale del tedesco Martin Behemin nella quale è tracciato un grande oceano che separa l'Europa dalle Indie. Cristoforo Colombo, incuriosito da questa carta, vuole scoprire se da ovest si possono raggiungere le Indie e così intraprende i famosi viaggi grazie ai quali approda in America; dopo Colombo, degli altri esploratori si spingeranno oltre, come Caboto che si spingerà fino al Labrador e Vasco de Gama che si spingerà fino al Capo di Buona Speranza. Nel 1492 iniziano le mire espansionistiche straniere in Italia. Per più di mezzo secolo gli Asburgo e i Valois si cimentano nell'impresa: impossessarsi dell'Italia, dei suoi tesori antichi, dei suoi artisti significava garantirsi il predominio sull'Europa. Nel 1700 viaggiavano ormai per il mondo tedeschi, inglesi e francesi. A essi si aggiunsero più tardi gli americani e i giapponesi. Gli italiani ebbero grandi e avventurosi esploratori. L'uso di viaggiare per avventura, per cultura o anche per piacere è , per la gente italiana, recente. Nel 1700 e nel 1800 fino agli anni 70 del nostro secolo , la presenza italiana nei flussi del viaggio culturale e del turismo mondiale restò scarsa. Oggi è il contrario. Gli italiani sono sempre più protagonisti del turismo internazionale. Non solo nelle grandi regioni turistiche, più attrezzate per accogliere gi stranieri, ma anche in angoli sperduti delle foreste equatoriali o delle tundre subartiche. Il viaggio attraverso il mondo è ormai considerato da molti italiani una modalità normale di godimento della vita e di apprendimento della realtà. Parecchi anni fa si viaggiava con carrozze isolate che si avventuravano dalle Alpi verso la pianura, oggi di usano i pullman internazionali di noleggio e i charter. Spesso è un'umanità che non cerca contatti, ma solo posti letto e posti tenda. A essi si deve potere offrire ordinatamente e saggiamente qualcosa se non si vuole che il turismo non divenga soltanto un'industria inquinante. Nel 1700 non vi era bisogno di predisporre attrezzature particolari, bastavano scarse capacità di recezione alberghiera e un posto letto. Oggi è indispensabile un'attrezzatura che unisca i confort alle possibilità di scelte turistiche, culturali, paesaggistiche, folcloristiche ecc..