IL SOFTAIR É BELLO MA SCOMODO, soprattutto se devi organizzarlo.
(libere opinioni di Locomotiva in un periodo di stress)
Portare avanti il softair è una fatica, ma non sempre il softgunner medio se ne rende conto.
Certo, tu devi caricarti le batterie, tenere in ordine le tue ASG, trovare i "contatti" per acquistare pallini ed accessori, ti svegli presto alla mattina, eccetera; ma hai mai pensato a cosa vuol dire fare l'organizzatore per una squadra?
Ogni attività umana ha bisogno di una leadership, di una guida: senza qualcuno che si prende le responsabilità di decidere e di AGIRE, molti gruppi sono naufragati nel mare di parole e di proposte inconcludenti dei vari soci, oppure vivacchiano in animazione sospesa, immobili ed inutili, fino a spegnersi. Nel softair non si fa eccezione: la maggior parte delle squadre è tenuta insieme grazie ad un "direttivo" di persone che tirano la carretta, e decidono, organizzano, propongono, si sbattono, telefonano, insomma FANNO. Tutto questo con l'appoggio più o meno convinto degli altri giocatori, i quali comunque trovano la pappa pronta, e spesso si lamentano se è insipida.
Non è un atto d'accusa nei confronti di nessuno, ma sarebbe una buona cosa che ogni giocatore avesse ben presente cosa è necessario fare perchè lui possa godersi in santa pace una giornata di gioco.
L'ASSOCIAZIONE: Sei mai andato da un Carabiniere a dire che "vuoi giocare alla guerra"? E nell'ufficio di un Sindaco?
ASSICURAZIONE: ti senti preso per fesso da gente che fa finta di non capire e/o propone una quantità di cavilli; oppure si contatta un patronato, che spesso ha un referente locale che non ha un ufficio, ma è un privato cittadino. E, trovarlo.....
CAMPO: trovalo, scopri i proprietari e fagli firmare l'autorizzazione. Questo a voce permette tutto, ma di scritto nisba. Aggiungi i confinanti, che ti vogliono ostacolare per partito preso, perchè una novità (qualunque novità) è male accetta. Il paese è piccolo la gente mormora.
Ok, adesso tu, giocatore, ricevi servito su un piatto d'argento un'associazione, un'assicurazione ed un campo con tutti i crismi, al prezzo di una tessera annuale. Ti lamenti che costa cara?Da qui è tutta discesa, però: che ci vuole a giocare?
Ci vogliono delle persone che si presentino regolarmente a giocare, e che si informino dell'attività del club.
Non c'è nulla di più frustrante per un caposquadra che stare attaccato al telefono per aspettare la conferma dei propri giocatori, nel giorno fissato, o scaldare una sedia nel bar in attesa dei ritardatari alla riunione settimanale.
Quelli che mancano, li deve ricontattare il caposquadra, e per fortuna qualcuno dice almeno "scusa, mi sono dimenticato"; certi assumono che la telefonata settimanale sia una cosa che gli è dovuta.
Tutti, se e quando telefonano, vogliano sapere "cosa si fa domenica" ed il caposquadra deve rispondere sulla base di quello che sa, cioè quasi niente: questo mi ha detto forse, l'altro viene, il terzo no e gli altri ancora non gli ho sentiti.
Le squadra spesso si muovono, e vogliono qualcosa di nuovo: ed i casini aumentano.
Un caposquadra contatta un "collega" per una trasferta, ed entrambi devono assumersi delle responsabilità che non sanno se manterranno: "veniamo, allora"; "Ok, ma quanti siete"; "boh non so, una decina, ti dico qualcosa". E giù milioni in scatti.
Alla fine, comunque, sgarbugliati tutti i problemi interni ed esterni, si parte: dei dieci promessi si sono presentati in sei, e con un quarto d'ora di ritardo. Alla fine si arriva quando si arriva, e la figura del cioccolataio chi la fa?
In coro "il caposquadra".
Giocatore, tu non sai.....
Giocatore, tu non sai quanto si invecchi davanti ad un telefono che non squilla. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai come sia difficile andare da un Maresciallo del Carabinieri, da un Sindaco, da un giornalista, a spiegare che vuoi giocare alla guerra. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai cosa vuol dire caricare ogni volta dieci batterie per essere sicuro di averne da prestare se qualcuno é senza. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai cosa significa arrivare sul campo e scoprire che due batterie su tre del club sono andate, e che per far giocare qualcuno devo dargli la mia, sedermi ed aspettare che finisca la giornata per tirare via i cartelli. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai cosa mi spinge a riempire un cassetto di vecchie pellicole, rotoli della carta igienica, diapositive, scatolette, cartucce della stampante, in previsione di costruire con questi, per te, un obbiettivo che non sia banale. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai che gioia provo quando ti propongo qualcosa e tu mi dici distrattamente "Fai tu", solo per scoprire all'ultimo minuto che non vieni. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai come mi sento quando un giocatore viene da me a lamentarsi che un altro, che non fa parte ne della mia squadra ne della sua, non si dichiara. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai alzarti un'ora prima per andare al campo ed attaccare un fantoccio di stracci su di un albero, perché tu possa scoprirlo pattugliando. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai che impegno ci vuole per studiare a tavolino un gioco diverso, nuovo, intrigante e vederlo andare in fumo perché tu non hai ascoltato una parola della spiegazione. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai cosa significa sentirti dire che però il giochino del pupazzo andava fatto così, e non cosà, che bisognava metterlo qui, o lì, ma non la. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai estirpare spine e piante, soprasettimana e nei week end, per vederli ricrescere ad ogni primavera. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai deciderti a telefonare ad un altro caposquadra e dirgli che forse andate là in quattro, non sicuri. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai come mi sento ad arrivare su un campo in trasferta e salutare l'altro caposquadra dicendogli "Siamo solo noi due". Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai fare un bilancio di ogni anno di attività e ripetersi, ogni volta, "l'anno prossimo andrà meglio". Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai com'è complicato mantenere attive quindici ASG del club con centomila colpi sparati ognuna, senza soldi per i ricambi, senza lo spazio dove appoggiarne i pezzi, senza attrezzi, senza niente tranne il tuo cervello. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai lavorare notti e giorni di fila per rimettere assieme e provare sette ASG per possibili soci che vengono su domenica. Tu non lo sai.
Giocatore, tu non sai stare sveglio la notte prima di quella domenica a sentire i tuoni. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai aspettare sotto la pioggia, attaccato al telefono, sperando che qualcuno ti chiami dicendo se viene o non viene. E scoprire solo alle nove che non si é presentato nessuno. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai andare sul tuo campo, trovare la squadra ospite e dirgli che ti dispiace ma i tuoi giocatori sono rimasti a casa, e che i presenti sono troppo pochi per fare qualcosa. Alla prossima. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai cosa rispondere alla solita domanda "allora, che si fa?". Se telefoni a me, però pretendi una risposta. E se non telefoni tu, ti telefono io per dirtelo
Giocatore, tu non sai quante E-mail ho ricevuto di gente che si propone di entrare in squadra e che alla fine sparisce. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai cosa si prova quando un altro caposquadra ti dice che gli dispiace di aver fatto tanti chilometri per fare una partita così. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai che funambolismo ci vuole a raccattare comunque abbastanza gente da permetterti di giocare, correndo sul filo del rasoio di incomprensioni, ruggini e vecchi rancori che farebbero ridere ad un asilo infantile. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai quanto ti rispetto, e quanto ho rinunciato al mio divertimento perchè tu possa divertirti e giocare senza pensieri. Tu non lo sai
Giocatore, tu non sai decidere se sia meglio vendersi l'ASG e darsi al giardinaggio oppure stringere i denti e tenere in piedi il club, farti giocare, sperando nel futuro. Tu non lo sai, e non lo so neanch'io (per ora)
Giocatore, tu non sai tante cose. Quello che é peggio é che non sai di non saperle, o fingi di non accorgertene.
Pensaci.
Comunque, di fronte a tanta tristezza, una proposta positiva:
DECALOGO per il giocatore di softair che vuole diventare quello che i capisquadra sognano:
In collaborazione con Lionrex degli Screaming Eagles, a tutti i capisquadra d'Italia è aperta l'iscrizione al club degli
OSSESSI Organizzatori Softair Sfruttati e Super-Stressati Italiani
Per entrare a far parte degli OSSESSI presentare domanda in carta semplice, allegando:
L'iscrizione e gratuita e da diritto alla solidarietà della categoria.
hai commenti su questo sfogo? scrivimi!
Ricetta: STRASTUFATO DI CAPOSQUADRA
Si consiglia, come vino, un Sagrinti nen piemontese del 1999.
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