COMITATO PER LA TUTELA DEL FIUME SESIA E SUOI AFFLUENTI
Varallo Sesia 3 ottobre 2000
Egr. Direttore,
nel mese di aprile, in una lettera aperta pubblicata sulla stampa locale, chiedemmo all’Amministrazione Provinciale se uno dei progetti di derivazione ai quali si sarebbe dato l’assenso fosse per caso quello nel Comune di Mollia. Alla nostra domanda, motivata dal fatto che in una precedente intervista (La Stampa 23 marzo 2000) l’Assessore allo sport della Provincia di Vercelli Riva Vercellotti dichiarò che, a suo parere, da Mollia a Varallo non si sarebbero dovuti compiere interventi di quel tipo (non escludendo quindi che nei due Comuni in questione si sarebbero potuti realizzare i due progetti più devastanti dal punto di vista dell’impatto ambientale) nessuno ritenne opportuno rispondere. La risposta ci viene data oggi: a giorni l’Amministrazione Comunale di Mollia dovrà rilasciare, come atto dovuto per legge, la concessione edilizia per la realizzazione di un progetto che di fatto cancellerà circa 2 km. di fiume e la stessa sorte toccherà ad un altro tratto in località Morca, nonostante l’opposizione dell’Amministrazione Comunale di Varallo. Probabilmente anche la Provincia ci spiegherà che, per atto dovuto, è stata costretta a rilasciare le autorizzazioni. All’indomani di catastrofi annunciate e presto dimenticate, leggi Soverato, c’è sempre qualcuno che parla di degrado dei corsi d’acqua, di piani di bacino inesistenti o inattivati e di interventi in alveo che, avulsi da un contesto generale di studio a programmazione sull’intera asta fluviale, finiscono spesso per diventare causa principale di tragedie. Lo studio globale per il bacino imbrifero Valsesiano lo avremo forse nel 2004, per la suo realizzazione sono stati stanziati ben 60 milioni dalla Provincia. Nel frattempo, chi volesse impossessarsi di qualche pezzo di fiume si accomodi: ha buone possibilità di vedere realizzate le proprie ambizioni. D’altra parte cosa si può fare di fronte agli atti dovuti? Si potrebbe forse tentare di opporsi a certi progetti come ha fatto l’Amministrazione di Varallo (non certo quella di Mollia); si potrebbe mettere in evidenza che dal 1985 (anno di presentazione del progetto di Mollia) ad oggi i parametri ambientali sono cambiati e che forse, voler costruire uno sbarramento a pochi km. a monte di strutture nel frattempo sorte in pieno alveo del fiume, qualche rischio comporta. Si potrebbe segnalare che sul corso del Sesia esistono situazioni a rischio a cui nessuno stranamente accenna (vedi oltre a quello già citato, i campeggi a bordo fiume di Alagna e quello in prossimità del progetto di Morca) e che compromettere ulteriormente un equilibrio già precario potrebbe essere molto pericoloso. Si potrebbe dire che questi benedetti 40 km. di fiume, nonostante tutto, sono tra gli ultimi in Europa ad avere conservato una certa integrità e che forse vale la pena di risparmiare loro la sorte toccata ad altre migliaia di km. di corsi d’acqua incanalati, cementificati e degradati. Anche perché sono una ricchezza che noi abbiamo ancora ed altri non hanno più, e questo per un territorio su cui, a detta in primo luogo dagli Amministratori, si nutrono ambizioni di rilancio economico legate alla fruizione turistica delle risorse ambientali, può essere molto importante.. Ironia della sorte a breve dovrebbe partire il "Progetto canoa" che assicura servizi quali spogliatoi parcheggi e indicazioni turistiche in tutti i Comuni da Varallo ad Alagna, ma a cosa servirà spendere soldi pubblici in quei tratti dove il fiume sparirà (Mollia e Morca)? Sulla base di queste considerazioni, gli Enti istituzionali (Regione e Provincia) preposti al rilascio delle autorizzazioni per lo sfruttamento delle risorse idriche per la produzione di energia, visto che non si tratta solo di organismi amministrativi ma anche politici, potrebbero ad esempio sollecitare un intervento superiore dei Ministeri competenti chiedendo loro di congelare la situazione al fine di poterla valutare seriamente sotto il profilo della sicurezza ambientale e delle prospettive economiche. Purtroppo questo, inspiegabilmente, non viene fatto. A livello politico ci si riempie, propagandisticamente, la bocca con Wild Water 2002, promuovendo un evento (forse per le dirette tv che ci saranno), quali gli Europei 2001 e Mondiali 2002 di canoa e kayak e contemporaneamente si svende un patrimonio che è di tutti. Si assiste al realizzarsi di catastrofi più o meno annunciate senza risparmiare i giudizi nei confronti dei presunti colpevoli e si chiudono entrambi gli occhi su ciò che potrebbe accadere davanti alla porta della propria casa. Sono due facce della stessa medaglia che nascondono una mancanza di volontà politica, dove per politica si intende l’assunzione di precise responsabilità. Quello che vorremmo capire è se gli Amministratori Regionali e Provinciali questi sbarramenti, nella totale assenza di un piano complessivo, vogliono che vengano fatti si o no? Lo dicano: se la risposta sarà si ne prenderemo atto senza più disturbarli (in fondo la prossima campagna elettorale sarà tra più di tre anni), se sarà no li invitiamo fin da ora ad operare di conseguenza.
Con l’occasione cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti
il Presidente Arturo Pugno il Segretario Alberto Smuraglia
Riferimento
: c/o "S.V.P.S." - Via Durio, 22/a – 13019 Varallo Sesia –Sig. Arturo Pugno - Presidente – tel. 0163-52093
Sig. Alberto Smuraglia – Segretario – tel. 0163-735301 cell. 0348-2252175
COMITATO PER LA TUTELA DEL FIUME SESIA E SUOI AFFLUENTI
Varallo Sesia 20 ottobre 2000
Egr. Direttore,
non è nostra intenzione speculare su un evento doloroso, pensiamo però che alcune considerazioni sull’ultima alluvione siano doverose; per questo motivo ci permetta un augurio e alcune constatazioni.
L’augurio è che i miliardi che verranno devoluti per opere di difesa spondale non vengano utilizzati per accontentare la voglia di accaparramento di alcune singole realtà. Tutti gli studiosi esperti in materia sostengono che qualunque intervento deve essere parte integrante di una programmazione finalizzata a mantenere, e se possibile restituire, la naturalità; naturalità che i corsi d’acqua hanno perso per opera di "tecnici" supponenti e incompetenti e di amministratori spesso insensibili ad esigenze che non siano quelle del coltivare il proprio orticello elettorale.
In Austria e Germania già da tempo si sta operando in questo senso: si stanno demolendo le strutture artificiali (scogliere etc) e si cerca di ricreare l’antico percorso dei fiumi e dei torrenti, con le loro anse, gli ostacoli naturali e le sacche d’espansione. La Valsesia ha le carte in regola per poter diventare un laboratorio all’avanguardia di questo nuovo modo di concepire il rapporto tra ambiente e necessità umane. Dovrebbe però liberarsi dell’atavico complesso di inferiorità e dell’indifferenza di gran parte della popolazione e degli amministratori verso questo tipo di problemi.
Passiamo ora ad alcune constatazioni:
E’ opportuno che chi amministra il territorio, in primo luogo le autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni, si assuma fino in fondo le proprie responsabilità.
Pochi giorni fa è stata pubblicata una lettera del nostro Comitato in cui ponevamo delle domande precise alle quali finora non è stata data risposta. Nel frattempo gli eventi hanno dimostrato che i nostri argomenti erano tutt’altro che campati in aria.
Domandiamo quindi di nuovo, questa volta agli assessori provinciali direttamente coinvolti, Marco Frà (Risorse idriche) e Piero Bondetti (pianificazione territoriale), quale sia la loro posizione riguardo ai progetti di derivazione presentati e in particolare quelli più imminenti di Mollia, Morca e Rimella; se, in linea di principio, ritengano giusto rilasciare le autorizzazioni in assenza di uno studio complessivo del bacino imbrifero dell’Alta Valsesia, e in caso di una risposta negativa quali azioni intendono intraprendere per sollecitare un intervento dei ministeri competenti.
Ricordiamo che migliaia di persone, in modo singolo o associato, hanno aderito agli intenti del Comitato tramite raccolta di firme e internet (tutte documentabili), e che è un fondamentale diritto di ogni cittadino sapere cosa pensano i suoi amministratori su questioni di tale importanza. Non vogliamo neppure pensare che chi ci amministra non abbia nessuna idea in proposito.
Attendendo fiduciosi una risposta, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.
il Presidente Arturo Pugno il Segretario
Alberto SmuragliaRiferimento
: c/o "S.V.P.S." - Via Durio, 22/a – 13019 Varallo Sesia –Sig. Arturo Pugno - Presidente – tel. 0163-52093
Sig. Alberto Smuraglia – Segretario – tel. 0163-735301 cell. 0348-2252175
INTERROGAZIONE URGENTE
A RISPOSTA IN COMMISSIONE
Al Ministro dell'ambiente - Premesso:
che i recenti disastri verificatisi in Val d'Aosta, Piemonte, Val d'Ossola, Emilia Romagna, Lombardia, solo in piccolissima parte hanno riguardato la Valsesia, dove non sembrano essersi realizzati fino ad ora gli illeciti e gli abusi che hanno favorito le alluvioni in molte delle località di cui si è tanto parlato in questi giorni;
che in data 1° dicembre 1999 fu presentata un'interrogazione (n. 4-17425) relativa alla possibilità di serie turbative all'ecosistema fluviale del Sesia ed alla necessità di interventi immediati per verificare la situazione e definire un quadro globale delle iniziative miranti ad ottenere concessioni e comunque modifiche del regime idrico del Sesia; ma essa non ha ancora ricevuto risposta;
che infine, all'indomani delle recenti catastrofi, molti hanno parlato di degrado dei corsi d'acqua, di piani di bacino inesistenti o disattivati, di interventi disordinati in alveo al di fuori di ogni seria programmazione, rendendo così evidente quanto tutte queste cause abbiano influenzato il corso degli eventi e quanto sarebbe opportuno, anzi necessario, realizzare un tempestivo piano di interventi, di verifiche, di controlli, rispondenti anche a criteri di effettiva programmazione, in modo da prevenire anziché essere poi costretti a riparare i danni;
si interroga l'Onorevole Ministro per sapere
che cosa sia stato appurato da parte del Ministero dell'ambiente circa le situazioni richiamate nella citata interrogazione;
quali misure si intendano adottare per evitare che eventuali (ma pressoché certi) interventi di modifica del regime idrico e del sistema fluviale del Sesia possano produrre danni irreparabili, nel presente ed in futuro;
se non si ritenga di intervenire con la massima urgenza, in via di prevenzione, al fine di evitare che un possibile degrado idrogeologico, o comunque iniziative inopportune o dannose realizzate in una zona così importante sul piano turistico e ambientale, possano determinare, in caso di avverse condizioni meteorologiche, gravi disastri che poi la collettività locale e nazionale sarebbe costretta, a posteriori, a cercare di riparare in termini economici, restando inalterati i guasti più gravi, spesso irreparabili.
Si chiede risposta urgente nella Commissione competente.
Roma, 25 ottobre 2000
Sen.Vedovato
Sen. Saracco
Sen. Larizza
Sen. Cortiana
Sen. Ripamonti
Sen. Pizzinato
Sen. Maconi